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Storie di Tutti i Giorni

Bruno Manca Scrittore [Storie di Tutti i Giorni]: un mestiere fatto di lettura, ascolto ed editing, andando all’essenza

Anna Maria Ricci

02/06/2026

8 min lettura

Bruno Manca Scrittore [Storie di Tutti i Giorni]: un mestiere fatto di lettura, ascolto ed editing, andando all’essenza

Non ricordo l’esatto momento in cui ho deciso di avviare questa idea, fatto sta che dopo averlo chiamato e avergli proposto l’intervista un po’ mi sono spaventata!

Diciamo che l’idea è nata da un bisogno profondo di esprimermi in una nuova forma, che potesse spostare anche i miei confini.


Forse sarebbe stato più semplice per me ricominciare a scrivere post di contenuti “ad alto valore”, pensati per chi cerca lavoro. Eppure una voce dentro di me, forse l’essenza, forse la Maestra Interiore, continuava a dirmi che quella della scrittura non era più, del tutto, e comunque non più la mia unica strada. Che potevo osare, andare un po’ più in là e farlo con piacere e divertimento.

Durante il mio lavoro – che sia di counseling, training, orientamento o respiro consapevole io ascolto le persone e le loro storie personali o professionali, dipende dal contesto


E a me piace ascoltare le persone, l’ho sempre fatto fin da bambina e l’ho portato in tutti i lavori che ho svolto

Appena l’ho chiesto, Bruno ha accettato! Inizialmente pensavo di fare una diretta su Instagram, ma le nuove regole non consentivano al mio profilo di concretizzarla.

Devo dire che fare la mia prima diretta e la mia prima intervista nello stesso momento era davvero troppo per me!

Volevo che l’intervista avesse un’atmosfera intima almeno durante il suo svolgimento e ho pensato di registrarla prima.

Dopo la registrazione ci siamo sentiti ed eravamo entusiasti!

Così ecco una sintesi dell’intervista che trovate sul mio nuovo canale YT e anche su Spotify

Scrivere non è soltanto mettere parole una dopo l’altra. C’è molto di più.

Nell’intervista a Bruno Manca emerge con chiarezza che la scrittura è un mestiere vero, fatto di disciplina, costanza, osservazione, ascolto e continua ricerca.

Se fatto bene richiede “serietà”, ma anche gioia perché per chi scrive ogni storia è una forma di contro con il mondo e con se stessi.

Fin da adolescente, i libri sono stati una presenza costante nella sua vita: in casa era circondato da volumi di ogni tipo, fumetti, romanzi, enciclopedie.

La lettura è stato il suo primo amore (e lo è tuttora!), il primo spazio di immaginazione, e solo in un secondo momento si è trasformata in un vero bisogno di scrivere.

All’inizio, racconta, scriveva con timidezza e con un certo pudore. Poi, poco alla volta, ha preso fiducia, ha iniziato a mostrare i suoi testi (portandoli anche a Verona prendendo un treno… quando non c’erano le email!!), a ricevere riscontri, a confrontarsi con il giudizio degli altri.

In questo percorso, le figure che lo hanno accompagnato sono state fondamentali: insegnanti, lettrici attente, persone adulte capaci di riconoscere il suo talento e di spronarlo a non fermarsi, anche una vicina di casa!

Soprattutto donne.

Fondamentale è stato l’incontro con Ida Omboni Ida Omboni – Wikipedia editor di Mondadori, Rizzoli ed Einaudi, traduttrice di Wilde, Christie e Dylan Thomas.

Un altro punto centrale dell’intervista riguarda il modo in cui Bruno definisce il mestiere dello scrittore oggi.

Per lui scrivere resta una vocazione importante, e anche un lavoro sempre più difficile da praticare in modo esclusivo. Non lo nasconde: per mantenersi svolge un altro lavoro, perché con la scrittura, al momento, dice non si campa ancora”.

Questa affermazione mi ha colpito e mi ha fatto pensare invece che di recente l’Irlanda ha introdotto il programma Basic Income for the Arts (BIA), un sussidio di base permanente per i lavoratori del settore creativo. La misura prevede l’erogazione di 325 euro a settimana (circa 1.300 euro al mese) a circa 2.000 artisti e operatori culturali selezionati. L’obiettivo di questo sostegno è quello di offrire stabilità finanziaria, tutelare i creativi dalla precarietà e permettere loro di concentrarsi sulla produzione artistica senza dover ricorrere costantemente a secondi lavori.

“Nato come progetto pilota, il piano assume una valenza permanente nel 2026, nel tentativo di alleviare l’insicurezza finanziaria nel settore artistico-culturale.

In Irlanda insomma avrebbe un sostegno al reddito in quanto artista” – Arttribune.com In Irlanda il reddito di base per gli artisti diventa permanente | Artribune

La sua onestà non toglie valore alla scrittura, anzi la rende ancora più concreta e vera.

Ci ricorda che molte attività creative vivono in equilibrio tra passione e necessità economica, e che il tempo dedicato alla scrittura spesso si conquista con fatica, nei ritagli della giornata o nelle ore più silenziose.

La sua routine lo conferma. Bruno scrive di sera, sugli autobus, durante il fine settimana.

In quegli spazi temporali i personaggi prendono forma, quasi diventano presenze reali che lo accompagnano mentre lavora. La scrittura, per lui, è un’esperienza immersiva, totale, quasi una dimensione parallela.

Durante il giorno osserva, ascolta, legge; di notte trasforma tutto questo in narrazione.

E’ proprio dall’osservazione della realtà che nascono molte delle sue idee.

Bruno racconta che i suoi romanzi vengono spesso dall’attualità, dalle persone incontrate sui mezzi pubblici, dalle conversazioni ascoltate, dai dettagli della vita quotidiana.

È la realtà, insomma, a diventare materia narrativa, mixata dalla sua creatività che si intreccia con la capacità di ascolto e con il suo sguardo vigile sul mondo.

Spesso, dice, tutto parte da un titolo o da una suggestione iniziale.

L’idea prende forma come una bozza mentale, poi viene lavorata, riscritta, affinata.

La scrittura diventa così un processo di scultura: come un artista che parte dal blocco grezzo e toglie il superfluo fino a far emergere la figura nascosta, così lo scrittore lavora per arrivare all’essenza del testo.

In questo senso, l’editing non è una fase accessoria per lui, ma uno dei momenti più importanti e anche più divertenti del lavoro (sarà che ha fatto anche l’Editor…)

Saper tagliare, eliminare, semplificare e andare all’essenza è per Bruno una forma di intelligenza e di umiltà.

Tra i temi più forti toccati nell’intervista c’è anche quello della violenza di genere, che ha ispirato il suo ultimo romanzo Forever.

L’idea nasce da un sentimento di rabbia e di non voler stare in silenzio in quanto uomo.

Bruno riflette sul fatto che la violenza contro le donne non si esprime solo nei casi estremi del femminicidio, ma anche nelle forme psicologiche, economiche, digitali e relazionali che spesso precedono o accompagnano le aggressioni più visibili.

Il romanzo nasce quindi anche come presa di posizione civile, come tentativo di dare voce a un disagio collettivo e di raccontare il lato oscuro del controllo nelle relazioni.

Un libro che dovrebbero leggere soprattutto gli uomini.

In Forever, l’intelligenza artificiale entra nella narrazione come elemento simbolico e narrativo, legato all’idea del “per sempre” contenuta nel matrimonio e nelle relazioni di coppia.

Ma quel “per sempre” può essere anche una trappola, un modo di annullare l’altro, di trasformare l’amore in possesso.

Il libro diventa così un’occasione per riflettere sulla fragilità delle relazioni, sul bisogno di controllo, sull’incapacità di accettare la separazione e l’autonomia dell’altra persona.

L’intervista parla anche di premi, riconoscimenti e pubblicazioni.

Bruno racconta con semplicità alcuni momenti importanti del suo percorso, ricordando come ogni traguardo sia arrivato dopo lavoro, tenacia e fiducia.

Il senso profondo del suo racconto non sta nei premi in sé:

sta nella continuità di una passione che non si interrompe, nonostante le difficoltà del mercato editoriale, i rifiuti, i dubbi e le rinunce.

Scrivere, per lui, significa continuare a provarci, migliorare, ascoltare i suggerimenti, imparare dalle critiche e restare fedeli alla propria voce.

C’è infine un elemento che attraversa tutta l’intervista e che la rende particolarmente viva:

la dimensione umana della scrittura.

Bruno non parla solo di libri, ma di incontri, relazioni, maestri, letture, errori, lavoro quotidiano, solitudine creativa e responsabilità civile.

La sua storia dimostra che scrivere non è un gesto isolato, ma un processo che nasce dentro la vita, la attraversa e la restituisce in forma di racconto.

Questa intervista, in fondo, ci ricorda che dietro ogni autore, autrice c’è una biografia fatta di lavoro, studio, ascolto e coraggio.

E ci invita a guardare la scrittura non come un talento astratto, ma come un mestiere che si costruisce giorno dopo giorno, con serietà e passione.

Parliamo anche di talento, di come “fare il lavoro che piace” non avviene tutto così improvvisamente, che ci vuole impegno (e talvolta sacrificio nell’accezione positiva del termine), che non tutti i percorsi sono lineari e che va bene così!

Il senso di queste interviste è anche questo: dare input e feedback concreti sul lavoro, sulla realtà, sulle esplorazioni possibili e anche sulle difficoltà.

Perchè come dice Bruno nell’intervista “se chiedi la pioggia, devi mettere in conto anche il fango”

Se vuoi fare lo scrittore, la scrittrice, ascolta l’intervista e vai a trovarlo domenica a Roma il 21 giugno 2026 c/o la libreria Mondadori Appia

Se vuoi contattare Bruno Manca: Profilo Facebook

Alcuni libri di Bruno Manca

Forever – BESA MUCI Editore

Bruno Manca – A che distanza è il cielo — TEA Libri

Se vuoi partecipare a Storie di Tutti i Giorni: scrivimi un messaggio a welcome@annamariaricci.eu (tuo ruolo, descrizione max 30 parole, modalità di contatto)

A presto!

Anna Maria

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